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il Giornale – Demiral, l’Atalanta non fa sconti: il piano di Marotta per convincere Percassi

Matteo Pifferi

Mancano ancora poche ore alla fine del mercato ma la vicenda Skriniar-PSG rischia di tenere banco fino al gong

Mancano ancora poche ore alla fine del mercato ma la vicenda Skriniar-PSG rischia di tenere banco fino al gong. Anche per questo, l'Inter si è cautelata, provando a trovare un'intesa con l'Atalanta per Demiral, qualora il PSG rilanciasse per Skriniar.

"L’Inter è in ansia e ha scelto da una settimana: fosse per Marotta, Skriniar partirebbe subito. Servono però due incastri importanti entro stasera alle 20, un’ora prima del fischio di inizio. Il più complicato è trovare un sostituto, e qui l’incrocio può di nuovo essere con l’Atalanta, visto che il giocatore preferito è Demiral. Ma trattare con Percassi non è mai semplice: a Bergamo, la stagione dei saldi non comincia mai. Marotta punta al prestito, magari molto caro, tipo 7/8 milioni, ma senza inserire l’obbligo del riscatto, perché altrimenti l’operazione dovrebbe essere inserita nell’attuale bilancio e l’Inter ora non può permetterselo. Saltasse Demiral, si tornerebbe sui nomi degli ultimi giorni. L’altro incastro che deve sistemarsi è l’offerta del PSG, che l’Inter spera possa arrivare oltre i 10 milioni. È un braccio di ferro cui stanno lavorando gli intermediari, non dai club, che può risolversi in ogni momento", spiega l'edizione odierna de il Giornale.

Il piano dell'Inter

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"L’obiettivo dell’Inter è il male minore: se Skriniar parte subito, il club recupera qualche milione (certo, l’errore resta non averlo fatto in estate) e si evita la certa contestazione in danno del giocatore, che più volte ha anche indossato la fascia di capitano. Lui che sapeva la verità, forse avrebbe fatto meglio a dribblarla, con una giustificazione qualsiasi, tipo quella di lasciarla a Lautaro Martinez, che la indosserà stasera, e che da campione del mondo, e vero leader, ne è degno rappresentante. Se invece salterà tutto Skriniar avrà 4 mesi abbondanti per dimostrarsi professionista. Qualcosa di molto simile a quanto accaduto un anno fa al Milan con Kessie, contestato per essersi promesso al Barcellona, ma poi applaudito per l’orgoglio e il rendimento dimostrati in campo", chiosa il quotidiano.