editoriale

L’INGRATITUDINE DI BURDISSO…NON HA PREZZO

Tutto tranne l’Inter. Se si potesse disegnare una nuvoletta e applicarla alle immagini di Nicolas Burdisso il testo potrebbe recitare più o meno così. Mandatemi ovunque, ma per carità non fatemi tornare a Milano. Alla corte di quel...

Sabine Bertagna

Tutto tranne l'Inter. Se si potesse disegnare una nuvoletta e applicarla alle immagini di Nicolas Burdisso il testo potrebbe recitare più o meno così. Mandatemi ovunque, ma per carità non fatemi tornare a Milano. Alla corte di quel "cattivone" di Moratti. Quel presidente che non aveva avuto nessuna esitazione davanti alla richiesta di Nicolas di seguire sua figlia, gravemente malata, in Argentina. Quel presidente che lo stesso Burdisso aveva definito in una dichiarazione rilasciata alla Gazzetta dello Sport "un uomo incredibile, umile e sensibile: mi ha offerto l' impossibile per fare il trattamento in Argentina, e mi ha detto di prendermi tutto il tempo necessario". Poi Nicolas era tornato a far parte della famiglia nerazzurra, che lo aveva atteso senza fretta. Il tempo passa e alcune cose cambiano. Mancini viene esonerato, all’Inter arriva Josè Mourinho. Cambiano i tempi, cambiano le opportunità. Tra i due si dice non corra buon sangue. Ad agosto dell’anno scorso Nicolas Burdisso viene ceduto in prestito alla Roma con diritto di riscatto. L’ex-difensore nerazzurro si ambienta in un battibaleno nella capitale e non lo nasconde. I segnali sono presto chiari anche a tutti i tifosi della Beneamata. L’argentino desidera rimanere in giallorosso. Non mancano le schermaglie nel corso della stagione . E’ durante un Inter-Roma che l’argentino sfoga tutta la sua rabbia prima contro Mourinho, poi contro il suo secondo.

Intanto la Roma ha detto di aver fatto tutti gli sforzi economici possibili per trattenere il giocatore. La Roma ha inspiegabilmente valutato il difensore titolare dell’Argentina poco più di 5 milioni. Inspiegabilmente. Perché quando si tratta di vendere i prezzi lievitano. Campioni come Amantino Mancini si pagano sui 13 milioni. Questa la somma che l’Inter si trovò a mettere sul tavolo della trattativa per strappare ai giallorossi il giocatore brasiliano. A gennaio nello scambio Burdisso-Baptista la Roma aveva preteso anche un conguaglio di diversi milioni. Motivo per il quale non se ne era fatto più niente. Due listini che non si parlano. Fatto è che non è più tempo di regali e tutti sono unanimi nel concordare che Moratti con la Roma è già stato fin troppo generoso. Cosa che non si può dire sia mai avvenuto a parti invertite.

Comunque per Hidalgo, l’agente di Nicolas Burdisso, la situazione è disgustosa. Già, il disgusto è una cosa seria. Mica come l’ingratitudine. Per quella c’è sempre spazio. Di inopportuno qui c’è solo una cosa. Che per un periodo, seppur breve, l’argentino abbia indossato la maglia nerazzurra nr. 3. Tra lui e quella maglia c’è davvero un abisso. Qualcosa che più che con il valore in campo ha a che vedere con l’essere uomini. O, come in questo caso, con il non esserlo. 

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