editoriale

L’INTER ANNIENTA IL MILAN…E I POTERI FORTI!

Era tanto che una prestazione del genere non si verificava e a dire la verità non eravamo neanche più abituati. Sto parlando dell’arbitraggio di Rocchi, che stasera ha ricordato i peggiori Inter-Juventus dei peggiori anni di Calciopoli. Che...

Sabine Bertagna

Era tanto che una prestazione del genere non si verificava e a dire la verità non eravamo neanche più abituati. Sto parlando dell’arbitraggio di Rocchi, che stasera ha ricordato i peggiori Inter-Juventus dei peggiori anni di Calciopoli. Che poi Rocchi sia un sopravvissuto al sistema di allora è anche inutile ricordarlo. Che sia il pupillo di Collina lo sappiamo. Che Collina e Galliani non sono acerrimi nemici anche. Però mai avremmo pensato che per il derby della santa Madunina il programma fosse questo. Che la partita potesse essere nervosa e sentita ce lo aspettavamo. Che stasera si era deciso di riaprire il campionato in maniera così palese proprio no. Incredula e rabbiosa è stata la reazione dei tifosi nerazzurri sugli spalti, che all’espulsione di Sneijder per un ironico applauso (eh, sì, a noi gli applausi costano piuttosto cari ultimamente) in direzione di Rocchi, si sono visti profilare una direzione di gara allineata secondo un intento ben preciso: far vincere il Milan. Un Milan che i giornali avevano sbandierato allegramente per un’intera settimana come l’ANTI-INTER. Che sembrava giocasse un calcio spettacolare. La squadra dell’amore e di Ronaldinho. Ah, sbadiglio. Era il Milan di questa sera quello di cui andavate cianciando? Quello annichilito da una squadra rimasta in dieci senza il suo numero dieci più ispirato e pericoloso? Quello che non è stato capace di riaprire il campionato nonostante i numerosi suggerimenti per nulla silenziosi di Gianluca Rocchi? Beh, allora è vero quello che dicono gli opinionisti da tempo. Il nostro, è un campionato davvero mediocre. Per nulla mediocre la reazione dei nerazzurri, che Capitano in testa (grazie di esistere) ha combattuto una battaglia che aveva già il finale scritto. L’impulso era quello di andarsene per non assistere ad un tale scempio. Bravi i ragazzi che invece non hanno mai mollato. Bravo Mou a dirigerli come un esercito che va alla guerra. Perché di questo si è trattato. C’è stato un momento in cui lo stadio ha realizzato il pericoloso disegno (ah il rumore dei nemici stasera era fortissimo, quasi insopportabile) e si è unito in un coro che diceva “Come la Juve. Voi siete come la Juve.” Quando ho visto il Capitano Zanetti applaudire ho pensato che fosse finita. Che tutto sarebbe stato inutile. Era l’ammissione di un giusto che lotta ad armi impari contro il male. Ma qualcosa è andato storto. Chissà che cosa ci aspetta da qui a maggio. Qualche giornale domani parlerà dei toni polemici di Mourinho. Delle sue “bieche insinuazioni”. Di quel sapore strano, che pare solo noi nerazzurri abbiamo sentito stasera. Un amaro in bocca. Deliziato da un epilogo insperato. Un urlo che si secca in gola e che diventa pura poesia. Quella della grandissima Inter di stasera. Più forte del Milan. Più forte dell’arbitraggio. Più forte dei poteri forti. Più forte di tutti. Senza se e senza ma.

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