editoriale

TI AMO CAMPIONATO…

Ti amo campionato. Perché sei variegato. Sabato sera a San Siro il clima raggiunge il suo picco nella protesta contro l’arbitraggio di Tagliavento grazie alla “panolada”. In perfetta sintonia con lo sventolio dei fazzoletti bianchi, Josè...

Sabine Bertagna

Ti amo campionato. Perché sei variegato. Sabato sera a San Siro il clima raggiunge il suo picco nella protesta contro l’arbitraggio di Tagliavento grazie alla “panolada”. In perfetta sintonia con lo sventolio dei fazzoletti bianchi, Josè Mourinho, mima il gesto delle manette, rimarcando la sua totale impotenza di fronte al corso degli eventi. E poi c’è la grande prova dei nerazzurri che pur essendo in nove hanno giocato meglio e avrebbero meritato la vittoria. Ma questo tipo di orgoglio nasce anche da un altro sentimento, che con la superiorità in campo, non ha nulla a che vedere. Nasce dalla consapevolezza di una lotta nella quale si parte sfavoriti. Nasce dalla volontà di riprendersi qualcosa di cui si è stati privati. A prescindere dall’opinione che uno possa aver maturato analizzando i singoli episodi della partita quello era il sentimento che serpeggiava in campo e che ha fatto sì che ne uscissimo con un miracoloso pareggio. A dirigere i giochi il direttore d’orchestra portoghese, che non ha mai smesso di accompagnare i suoi uomini passo dopo passo. In attesa di prendere atto di ciò che vorrà disporre il giudice sportivo in merito all’altamente offensivo gesto di Mou siamo venuti a sapere che l’arbitraggio di Tagliavento è stato eletto all’unanimità come la prova di un arbitraggio vero e senza sconti. Casarin oggi ha dichiarato: “La conduzione di gara di Tagliavento mi ha sorpreso nella sua intransigenza, ma è stato giusto. Il rigore dell'arbitraggio appare esagerato semplicemente perchè siamo abituati alle mezze applicazioni, ad arbitraggi di consuetudine .” Benissimo. Da oggi in poi gli arbitri visioneranno la partita di ieri sera e sapranno come applicare al meglio il rigore. Nessuno ha avuto dubbi sull’operato di Tagliavento e quindi siamo a tutti gli effetti entrati in una nuova era. Felici di aver contribuito all’innalzamento della qualità della classe arbitrale ci sediamo in poltrona e guardiamo le moviole sugli altri campi, ma stranamente ci sembra di essere su un altro canale. Quello che nelle moviole dell’Inter viene definito ineccepibile, in tutte le altre (quando se ne parla) è rigorosamente accompagnato da dubbiosi e timorosi forse, non sia mai che si offende qualcuno. Al Bari non viene concesso sullo 0-0 un rigore sacrosanto e i rossoneri (a proposito di quel rigore applicato sabato sera) scampano in due occasioni il cartellino(due brutti falli di Gattuso e di Abate). Anche il Bologna recrimina per un fallo di mani di Del Piero, che avrebbe viziato il secondo gol. Il capitano, noto per la sua onestà, assicura che non gli sembrava. E noi che amiamo il campionato, il calcio e lo sport ci fidiamo, per carità. Se l’ha fatto era per amore, come citava la splendida performance di Elio. Troppo amore in questo campionato! Ma per qualcosa che con il calcio ha poco a che fare…

Antipatici sì. Fessi proprio no.

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