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Capello: Inter sprecona, che rammarico: manca cattiveria. Non avrei tolto Bastoni e Dimarco”

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Della gara di ieri sera tra Juve e Inter ha parlato, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico Fabio Capello
Andrea Della Sala Redattore 

Della gara di ieri sera tra Juve e Inter ha parlato, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico Fabio Capello:

«È stata come una partita di Champions League. Davvero, una gara molto bella, giocata ad alto ritmo, con il giusto dinamismo, sempre in verticale e in velocità. Il merito è delle due squadre, ma personalmente ho condiviso anche il metro dell’arbitro Mariani, che ha lasciato molto correre, non fermando ogni due per tre il gioco».


La vittoria, però, ha sorriso a solo una delle due contendenti: la Juventus ha meritato?

«Nel secondo tempo sicuramente. Io credo che nei primi 45’ i bianconeri abbiano patito un po’ di soggezione nei confronti dei campioni d’Italia. La palla scottava e l’Inter trovava facilmente spazi quando recuperava e ripartiva. Però nel calcio c’è una vecchia regola: se non ne approfitti quando hai le occasioni, poi paghi...».

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Rammarico Inter, dunque?

«Direi di sì. Nel primo tempo la Juve ha concesso molto in fase difensiva e la squadra di Inzaghi ha avuto tante opportunità, colpendo un palo con Dumfries e fallendo soprattutto con Lautaro almeno una o due palle gol clamorose. L’Inter aveva in mano la partita e deve fare mea culpa».

Cosa è cambiato nella ripresa?

«Ho sentito le parole di Thiago Motta al ritorno in campo, dopo l’intervallo, e sono rimasto colpito. Probabilmente lo stesso discorso il tecnico bianconero l’ha fatto ai suoi giocatori, perché nei secondi 45’ abbiamo visto un’altra Juve: aggressiva, coraggiosa, dinamica, determinata. Qualcosa, però, ci ha messo pure l’Inter, che è calata parecchio dal punto di vista fisico».

Non a caso Inzaghi ha provato a dare nerbo ai suoi con ben tre cambi al 62’.

«Sarà, ma io non avrei mai sostituito Bastoni e Dimarco. Nel primo tempo l’Inter aveva prodotto soprattutto a destra con Dumfries e Pavard, però la sua forza di solito è nella catena di sinistra. Perché cambiarla in blocco? In più, i subentrati non mi pare abbiano dato la scossa».

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Nemmeno l’ingresso di Thuram ha spostato più di tanto.

«Un giocatore come Thuram se sta bene parte dall’inizio. È ovvio avesse qualche problema, ma capisco il buttarlo nella mischia, perché magari con una giocata ti può risolvere i problemi. Non è successo, ma non ne farei una colpa a lui o a Inzaghi».

Qualcosa da farsi perdonare ce l’ha Lautaro...

«Assolutamente. In partite così di alto livello non puoi permetterti certi errori sotto porta. Lautaro non ha giocato una brutta partita fuori dall’area di rigore, ma è mancato totalmente in fase realizzativa, sbagliando anche dal punto di vista squisitamente tecnico».

Quanto sposta questo risultato in classifica? Cominciamo dall’Inter...

«Innanzitutto ridà un po’ di slancio al Napoli, che ha faticato di recente. Conte ora ha due punti di vantaggio e state tranquilli che prima o poi tornerà a macinare vittorie. Perché il Napoli è una squadra compatta, che sa difendere e in Italia è la base per fare punti. In più, la seconda sconfitta nelle ultime tre mina un po’ di certezze nell’Inter. Dirò una cosa forte: se in Barella vedo lo spirito dello scudetto 2023-24, in altri interpreti non mi pare ci sia la stessa cattiveria. Ed è una cosa che succede spesso nell’anno successivo a una grande vittoria».

 

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