Cristiano Allodi, figlio di Italo, ex dirigente dell'Inter anni, racconta alla Gazzetta dello Sport la storia dell’uomo che ha segnato il calcio italiano del dopoguerra. "Era Affettuoso, ma sempre in movimento. Era spesso arrabbiato, per una sconfitta o per un affare. In casa con me, figlio unico, era molto dolce".


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Cristiano Allodi: “Mio padre molto legato ai Moratti. L’Inter non uscirà più dal suo cuore”
In casa si parlava di calcio?
—"Sempre. Era la sua vita, la sua passione, non staccava mai, si portava il lavoro anche a tavola. Io sono nato a Milano nel 1966, ai tempi della Grande Inter. Era molto legato ai Moratti, a papà Angelo e a Massimo. L’Inter non uscirà più dal suo cuore. Mi ha sempre raccontato cose bellissime".
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Anche dei rapporti con i suoi giocatori?
—"Aveva preso Sarti, Burgnich, Suarez, Jair, Peirò e Angelo Domenghini che, diceva, completavano una squadra già attrezzata. Ammirava Tarcisio Burgnich. Papà adorava un calciatore del Grande Torino, Aldo Ballarin. Era orgoglioso dell’acquisto di Burgnich, lo ha molto amato perché, come Ballarin, era un uomo forte e schivo, disposto al sacrificio. Ballarin era nato a Chioggia, Burgnich in Friuli, papà ad Asiago. Tutti da famiglie modeste, sapevano cosa voleva dire lavorare".
(Gazzetta dello Sport)
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