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Skysport
Intervistato da Tuttosport, Gigi De Canio ha commentato la scelta della Juve di affidare la panchina a Igor Tudor. "Già nell’anno e mezzo alle mie dipendenze al Siena Igor mostrava l’attitudine al ruolo di tecnico. Era il mio allenatore in campo. Con me a Siena giocava quasi sempre da centrocampista centrale. Lo schieravo in mezzo al campo in modo da sfruttare la sua grande intelligenza tattica".
«Tudor era uno che si faceva rispettare. Aveva una personalità forte che metteva al servizio del gruppo per trascinare i compagni verso l’obiettivo da raggiungere. Quando parlava, lo ascoltavano tutti in silenzio. Un vero leader».
«Che risate e che scintille tra quei due! Ad Antonio lasciavo durante la settimana la gestione dei movimenti dei vari reparti, in particolare per la sua esperienza spesso si concentrava sui centrocampisti e così doveva allenare direttamente Tudor. Erano due caratteri forti e Igor aveva spesso da ridire sui modi e sugli ordini di Conte, ma sempre con rispetto dei ruoli e con educazione. Allora Antonio ci andava ancora più duro negli allenamenti. Era una sfida continua. Seppur buoni amici, nelle sedute e nelle partitelle non si risparmiavano affatto per prevalere l’uno sull’altro».
«Si somigliano, entrambi sono passionali e coinvolgenti. Antonio era ed è tuttora bravissimo a catturare subito l’attenzione dei giocatori, entrando nella loro testa e nel loro cuore. Penso che pure Igor possa fare la stessa cosa alla Juve. Sono molto diretti nel parlare in faccia ai calciatori, che alla lunga apprezzano questa loro chiarezza e danno il massimo per loro».
«Le grandi rivoluzioni in casa Juve non hanno mai pagato. La Juventus è una società che ha una sua storia e una sua identità, difficile cambiarla. Bisogna vincere. In più in ogni grande squadra ci devono essere i leader di riferimento nello spogliatoio. Aver tolto giocatori importanti come Danilo, Szczesny e Rabiot per ringiovanire così tanto è stato un errore. Idem lasciare tutto in mano all’allenatore e alle sue idee di gioco si è rivelato un azzardo che non ha pagato. Adesso, con Tudor, mi aspetto una scossa positiva».
(Tuttosport)
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