Sei riuscito a sapere cosa aveva spinto l’Olimpico a fischiarti ripetutamente?
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Pellegrini: “La verità sugli esoneri di Mourinho e De Rossi! Ultimo anno a Roma? Vi assicuro che…”
«I risultati hanno peggiorato il clima in generale. E poi una montagna di stupidaggini, bugie messe in giro per fornire alla gente uno o più colpevoli. Ma colpevoli di cosa? Solo dei risultati».
Girarono voci sul tuo coinvolgimento negli esoneri di Mourinho e De Rossi.
«Con José ho vissuto gli anni più belli della mia carriera. Subito dopo l’esonero altre voci ridicole, ci sentimmo al telefono perché desideravo chiarire la mia posizione e lui ha capito... Mou è trascinante, ti folgora. Noi ci dicevamo che se prima di ogni partita ci avesse chiesto di sbattere la testa contro un albero l’avremmo fatto tutti... Anche quella del tradimento a Daniele è pura fantascienza, invenzioni di chi non ha idea del rapporto che avevo e conservo con lui. Spesso la verità non interessa, è d’intralcio».

Non fosti peraltro convocato dalla società, il giorno prima del suo licenziamento.
«È così, i compagni presenti vennero subito a riferirci quello che era stato detto. Naturalmente chiesi subito ai dirigenti il motivo della mancata chiamata, risposero che tanto sapevano benissimo come la pensavo, che ero totalmente dalla parte di Daniele».
Ascoltarono i tuoi compagni e non il capitano, una decisione singolare.
«Due volte assurda. Perché io non sono mai scappato, mi sono sempre preso le mie responsabilità».
Il pubblico ti considerava uno dei traditori e scattò la fischiata. Perché non reagisti, spiegando la verità dei fatti?
«L’ho fatto prima dell’Elfsborg».
In colpevole ritardo.
«Hai ragione: ho sbagliato, avrei dovuto raccontare prima ai tifosi quello che era effettivamente successo».
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