Sandro Tonali ha concesso una lunga intervista a Cronache di Spogliatoio. E ha parlato anche del suo rapporto con Stefano Pioli.


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Tonali: “Questa Inter mi ricorda il Milan di Pioli. Lazio-Milan? Quando spingo Acerbi…”
"Ho sempre detto che oltre a essere bravo in campo sia stato molto abile a creare il gruppo, perché lo ha costruito lui. Quando tu trovi dei giocatori che non giocano mai ma che amano venire al campo, che esultano dalla panchina per un gol del 2-0 in una partita che non entreranno mai, sono tutte cose difficili da vedere. L’Inter di adesso è bella da vedere perché ci sono giocatori, come Davide Frattesi, che non gioca molto, ma quando lo fa ‘fa i buchi’, perché lascia il fuoco dietro. Il nostro gruppo era così. Non c’è mai stato un problema, e i pochi problemi il mister li ha risolti immediatamente.
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Non ci siamo mai portati dietro nessun tipo di problema, muso… Il mister era molto bravo a gestire e far divertire tutti. Il Rebic di turno era felice, e anche se non giocava tanto, per esempio, quando ha giocato con la Juventus ha segnato, era felice, spensierato. Non gli interessava giocare.
Era un bel gruppo, poi si vinceva spesso e questo aiuta. Anche nei momenti di difficoltà, come lo siamo stati nella sconfitta per 5-2 contro il Sassuolo, lì il mister è stato bravo perché dopo due sconfitte - 4-0 con la Lazio e 5-2 contro il Sassuolo in casa - si pensava si fosse creato qualcosa che non si potesse più sistemare. Invece lui, non so come, è stato bravo a coccolare tutti i giocatori senza far rompere il gruppo.
Ci sentiamo ancora molto spesso. Prima delle partite veniva sempre da me, Kessié e Bennacer. Lui giocava molto con noi perché l’anno dello Scudetto avevamo due centrocampisti a uomo tutto campo: sapeva che aveva molto bisogno di noi, perché facevamo sia la fase offensiva che difensiva. C’era Frank che te lo ritrovavi da una porta all’altra.
Il mister ci chiedeva molto, ma allo stesso tempo veniva lì, ti chiedevi se avessi problemi, se a casa fosse tutto apposto, era molto padre con noi.
Quando ho segnato il gol decisivo contro la Lazio esultando si è strappato, non mi ricordo bene la scena, credo si sia scontrato con Giroud. Un po’ sarà stato per la foga del momento… un po’ anche l’età.
Dal replay, in quel gol, avrei provato a spingerla subito dentro, ma non mi sono accorto di avere l’uomo attaccato, anche quando ho spinto Acerbi non mi sono reso conto di ci fosse un altro difensore, quindi quello stop è stato istinto, se me ne fossi accorto avrei tirato subito.
Il gol che ho segnato con il Southampton è molto simile a quello che ho segnato contro il Verona su assist di Rebić. Ai tempi del Milan lavoravamo molto con Luciano Vulcano e il figlio del mister sul fatto che quando giochi a uomo, se parte il centrocampista, con la punta che si allarga, è imprendibile. Lo provavamo spesso ma non veniva quasi mai. Ci è capitato per la prima volta con il Verona e lo abbiamo festeggiato come se fosse il gol più bello del mondo. Senza provarlo in allenamento mi è riuscito anche contro il Southampton, quando avevo recuperato palla a centrocampo e ho visto che non c’erano difensori centrali ho pensato: ‘cazzo, l’ho provato due anni e adesso capita così"
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