Per invertire il trend nei derby di questa stagione servirà anche il miglior Calhanoglu. Il regista dell'Inter guida la squadra e sente in modo particolare questa sfida contro la sua ex squadra. Nelle altre occasioni in questa stagione non è riuscito a incidere come sa, ora la condizione è salita e spera di essere ancora decisivo nel derby.


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Calhanoglu, da rivale a idolo nerazzurro. Primo derby al top, siglato un patto con Inzaghi
"Che poi a quel coro Hakan Calhanoglu è realmente affezionato. E come dargli torto: uno stadio che canta tutto per lui. Uno stadio che gli ricorda una volta di più che la scelta fatta nell’estate 2021, ovvero il passaggio da una sponda all’altra del Naviglio. A questa partita il turco tiene in maniera particolare. Perché le ultime due sono andate come peggio era difficile ipotizzare. A Riad un infortunio lo tolse di mezzo nel pieno del primo tempo e da lì fu il disastro per Inzaghi e i suoi. A inizio febbraio Hakan fece di tutto per recuperare dall’infortunio, spingendo Inzaghi a e schierarlo titolare, ma poi in campo le cose non andarono bene. Adesso è diverso. Adesso Calhanoglu è tornato vicino ai suoi standard di rendimento, con l’Udinese domenica scorsa ne ha dato ampia dimostrazione. Inzaghi ha detto di aver dovuto gestire il suo minutaggio, proprio nell’ottica di questa partita: troppo importante il turco. Troppo importante per l’Inter, perché Asllani non si avvicina neppure al livello di prestazioni del turco e gli stessi compagni si riconoscono nel regista titolare, che riesce a gestire alla perfezione i tempi dell’azione", sottolinea La Gazzetta dello Sport.
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"Calhanoglu è un simbolo di questa Inter. È come un allarme per gli avversari, un segnale di fiducia per i compagni. Nei giorni scorsi, in Turchia con la nazionale, ha rilasciato un’intervista in cui ha ricordato di aver rifiutato il Bayern - è storia dell’estate scorsa - per amore dei tifosi dell’Inter. Dichiarazioni di fede assoluta. Non ci sono troppi precedenti di un calciatore straniero, passato da una parte all’altra di Milano, diventato così rappresentativo. Calhanoglu è unico anche per questo. È l’interismo che scende in campo stasera: lui vicino a Bastoni e Barella, visto che Lautaro è in panchina e il milanese Dimarco pure. Milanese d’adozione, Hakan. Abita a City Life, e sì che l’Inter gli ha cambiato la vita. Con Inzaghi ha un patto d’acciaio fondato su due comandamenti. Il tecnico prima lo scelse in un minuto per sostituire Eriksen dopo il problema cardiaco del danese. E poi gli ha cambiato ruolo lanciandolo definitivamente nell’elite europea tra i centrocampisti".
"Adesso la sfida è legata ai prossimi due mesi. Inzaghi e il regista si sono parlati, chiaro l’intento comune di gestire nel migliore dei modi le forze per avere il turco al top in più partite possibili dall’inizio. E dunque questo significa che a Calhanoglu sarà risparmiata in più di un’occasione la parte finale delle partite. In pratica, quel che si è visto contro l’Udinese è una traccia di quel che accadrà da qui in avanti. Il Milan oggi, il Bayern tra sei giorni, la voglia di secondo scudetto consecutivo in mezzo: Calha non è mai sazio. Oggi si prenderà i fischi del suoi ex tifosi: di solito funziona che si esalta, quando li ascolta. Tanto quanto quel coro. Un gol al Milan gli manca dal settembre 2023: è ora, pensa Hakan", scrive La Gazzetta dello Sport.
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