Della vittoria dell'Inter e della risposta del Napoli ha parlato, sulle pagine del Corriere della Sera, il giornalista Paolo Condò:


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Condò: “Inzaghi ha un merito enorme, ma c’è anche un prezzo da pagare”
"La bellezza del primo gol dell’Inter, e in generale il suo intero primo tempo, illustra il margine che i campioni mantengono sulla concorrenza. Il ritorno a pieno regime di Mkhitaryan e Dimarco, la fluidità di gioco di Calhanoglu, il killer instinct ritrovato di Arnautovic e Frattesi: Inzaghi ha portato l’Inter al massimo tecnico ed estetico per la fase decisiva della stagione, e questo è un merito enorme. Che ha un prezzo, connesso all’ambizione di vincere tutto. Appena si sente al sicuro la squadra entra in modalità gestionale, non vuole sprecare energie perché teme di non ritrovarsele la sera del derby o magari quella del Bayern. A volte la differenza di qualità le consente il controllo anche così. A volte no, e l’Udinese è una squadra capace di entrare da porte socchiuse e finestre accostate. L’Inter alla fine ha rischiato, Inzaghi si è autoinflitto un’espulsione insensata, Sommer ha strappato ai compagni la palma del migliore".
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"Meno di un’ora dopo la sua ultima prodezza, il Napoli è andato in campo con molta pressione addosso e una fortuna: non c’è squadra che parta più svagata del Milan, e infatti nel giro di 20’ due catastrofiche letture difensive hanno permesso a Conte di avanzare 2-0. Un giorno parleremo di quanto sia cresciuto con lui un giocatore non più giovane (31) come Politano, autore del primo gol dopo 60’’. Come successo altre volte (Lecce, Como, Lazio, Torino…) dopo la sveglia il Milan è stato superiore, ricco com’è di talento e giocate. È stato persino dominante nel finale ma il Napoli, pur perdendo terreno e chiudendo in apnea, ha resistito perché è una squadra. E si sveglia sempre all’ora giusta. La campana dell’ultimo giro — da qui al traguardo non ci si fermerà più — ha segnato un cambio di passo del treno che insegue la Champions".
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