Nell'edizione odierna, la Gazzetta dello Sport analizza attraverso la penna di Olivero il cammino dell'Inter, che finora ha dimostrato ancora una volta di non temere la fatica e di non voler cedere nulla, mostrando una mentalità vincente che prescinde dai risultati.


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GdS: “Lezione Inter: vincere tutto, no calcoli. Zero titoli? Non sarebbe un fallimento”
La squadra di Simone Inzaghi sta affrontando una stagione intensa senza mai arretrare, con l'obiettivo di raggiungere il massimo in ogni competizione. Il cammino dei nerazzurri ricorda quello del 2010, quando l'Inter di José Mourinho conquistò il triplete battendo il Bayern Monaco a Madrid grazie alla doppietta di Diego Milito. Il capitano Javier Zanetti alzò la Coppa dei Campioni al Bernabeu, facendo esplodere la gioia dei tifosi. Oggi, con un calendario fitto e sfide su più fronti, la squadra nerazzurra affronta ogni ostacolo con la stessa determinazione.
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Il calcio non ammette pause per chi ha ambizioni elevate. L'Inter ha saputo gestire al meglio una stagione lunga e impegnativa, che si concluderà a luglio con il Mondiale per club. L'intensità del calendario potrebbe appesantire le gambe, ma ciò che conta davvero è la forza mentale. Le vittorie e i successi nei turni eliminatori funzionano come una spinta motivazionale, cancellando la fatica e infondendo nuova energia. Le grandi squadre, da marzo in avanti, affinano la loro preparazione attraverso le partite, imparando a dosare le energie e a gestire i rischi. L'Inter si è dimostrata maestra in questa gestione, trovando nel proprio gioco e nella propria organizzazione la chiave per mantenere un alto livello di competitività.
Fin dall'estate, la società ha deciso di affrontare tutte le competizioni con la massima determinazione, senza fare distinzioni tra gli obiettivi. Anche se esiste la possibilità di chiudere la stagione senza trofei, il percorso intrapreso rimane di alto valore. I traguardi intermedi, come il quarto posto nella fase a gironi di Champions League, i soli due gol subiti in dieci partite europee e la leadership in Serie A, testimoniano il valore del lavoro svolto. Simone Inzaghi ha saputo trasmettere alla squadra una mentalità vincente, coniugando serenità e un gioco elaborato che consente di sognare il massimo traguardo. La gestione della rosa è stata oculata: ogni giocatore ha avuto un ruolo fondamentale, e gli infortuni sono stati affrontati con intelligenza, sfruttando al meglio tutte le risorse disponibili. L'Inter ha imparato a modulare il ritmo all'interno delle partite, come dimostrato contro l'Udinese, utilizzando il cosiddetto "cruise control" per gestire le energie senza perdere efficacia.
Con l'avvicinarsi della fine della stagione, ogni scenario è ancora possibile: dalla grande delusione di rimanere senza trofei fino alla gloria del triplete. "C’è la possibilità che i nerazzurri chiudano la stagione senza titoli, ma sarebbe un fallimento? Assolutamente no, perché il percorso è stato virtuoso e colorato da traguardi intermedi che non assegnano trofei ma non sono per nulla banali" aggiunge la Rosea.
Domani si giocherà la semifinale d'andata del derby di Coppa Italia, un appuntamento che potrebbe avvicinare i nerazzurri all'accoppiata scudetto-coppa nazionale, un'impresa riuscita più volte alla Juventus di Allegri. In Europa, club come PSG e Bayern Monaco hanno spesso collezionato doblete grazie al loro dominio nei rispettivi campionati, mentre il Real Madrid, pur avendo vinto quindici Champions League, non celebra un'accoppiata Liga-Coppa del Re dal 1989. La storia insegna che il triplete è un traguardo per pochi: solo dieci squadre ci sono riuscite, dall'epico Celtic del 1966-67 al Manchester City di Guardiola nel 2022-23. L'Inter sa di essere su un percorso riservato alle grandi squadre e affronta la sfida con consapevolezza.
Nel calcio, vincere è l'obiettivo principale, ma anche le sconfitte hanno il loro valore. Arrivare vicini al traguardo senza riuscire a raggiungerlo non sminuisce il percorso, ma anzi, prepara le basi per future vittorie. Simone Inzaghi ha compreso questa lezione e ha saputo trasmetterla alla squadra. L'Inter continua a lottare, con la consapevolezza che il sogno del triplete non è un'utopia, ma il frutto di un lavoro costruito con pazienza, talento e determinazione.
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