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Le parole e l'inizio dei lavori
—È ragionevole pensare che il Milan ritenga la somma eccessiva anche perché ha già stanziato, e messo a bilancio, 40 milioni per l’area di San Donato, dove la missione romana del club rossonero ha fatto drizzare parecchio le antenne all’amministrazione comunale. Un alert sfociato in un comunicato ufficiale in cui l’altro ieri il sindaco Squeri chiedeva «un incontro urgente con i vertici del Milan e la proprietà della società» per «un chiarimento, considerando che l’iter amministrativo ormai avviato richiede serietà e trasparenza nei confronti delle istituzioni coinvolte e di tutti i cittadini». Il presidente rossonero Scaroni aveva replicato: «Non abbiamo abbandonato San Donato, al contrario resta la nostra opportunità numero uno, il sindaco Squeri non deve preoccuparsi». E poi: «Non abbiamo superato i problemi di San Siro. Primo, restano da definire i costi. Secondo: c’è comunque un iter complesso per i permessi di costruzione. Il percorso è ancora lungo e difficile».
L’Inter ha evidentemente cambiato marcia con l’arrivo di Oaktree, come raccontato anche dal presidente Beppe Marotta: «La nuova proprietà ritiene lo stadio un asset strategico, c’è stata un'accelerazione da parte nostra». Dal canto suo, il sindaco Sala ha detto: «Spero si arrivi al momento di svolta, quando le squadre faranno una manifestazione di interesse. Ci siamo quasi». Poi, rivolto ai cittadini: «Ai residenti dico che cercheremo di fare di tutto per migliorare la zona, portare più verde e non più caos e traffico. E i fondi che il Comune prenderà dalla vendita dello stadio e dell’area alle squadre li metteremo per migliorare l’edilizia popolare che lì è decisamente carente». Non resta che aspettare. Per intendersi, si parla comunque di un iter che nella migliore delle ipotesi porterà alla prima pietra nella seconda parte del 2026. Ma da qualche parte bisognerà pure iniziare", si legge.
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