Lautaro Martinez ha aggiunto un nuovo tatuaggio, simbolo della sua famiglia e, metaforicamente, anche della famiglia Inter. Il capitano nerazzurro è ora un’opera completa, sia umanamente che calcisticamente. Se il suo talento da attaccante puro non è mai stato messo in discussione, ciò che gli mancava era un impatto decisivo in Europa. "Mai oltre le 6 reti in una singola stagione nella coppa dei grandi. Più delusioni che soddisfazioni, come nella classifica dell’ultimo Pallone d’oro: Lautaro settimo, e davanti a lui Mbappé, Haaland, Vinicius. La svolta si è materializzata in questa stagione, a ben vedere in questo 2025 da sogno", sottolinea la Gazzetta dello Sport.


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Lautaro trascina l’Inter ovunque: mai così determinante in Champions, i numeri
"Lautaro si è scrollato di dosso le ultime scorie di una stagione monstre giocata senza soluzione di continuità, poi ha preso la mira e ha fatto centro. Ovunque, soprattutto in Europa: 6 dei 7 gol stagionali in Champions sono sbocciati da gennaio in poi, e ogni volta che l’asticella si alzava l’argentino colpiva. Le medie in Champions sono diventate quelle dei campioni — una rete ogni 81 minuti —, i gol pesano anche di più".
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"Il bello di questa storia è che Lautaro non fa distinzioni, non sceglie, proprio come la sua Inter: campionato, Coppa Italia o Champions è lo stesso, purché ci sia da trascinare l’Inter verso un trofeo da sollevare. E allora il faccia a faccia di domani con il Cagliari bussa al momento giusto, e non soltanto perché proprio ai rossoblù il Toro ha segnato il primo di tantissimi gol con la maglia dell’Inter, nel settembre del 2018. Il Cagliari ha acceso Lautaro una seconda volta, proprio in questa stagione: era il 28 dicembre, l’argentino si sbloccò sull’isola interrompendo un digiuno che cominciava a diventare fastidioso".
(Gazzetta dello Sport)
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