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Libero: “Inter, la prima rivale è se stessa. Critiche tifosi? Ci vuole equilibro”

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Mkhitaryan è stato sincero e ha apertamente ammesso che la squadra si crede così più forte dell’avversaria da pensare di poter vincere per inerzia
Marco Astori Redattore 

"La prima rivale dell’Inter è l’Inter stessa. Il problema è che ancora pochi giocatori se ne sono resi conto". Apre così Libero nella sua edizione odierna la sua analisi sul momento della squadra di Simone Inzaghi dopo la sconfitta di domenica sera all'Allianz Stadium. Scrive il quotidiano: "Uno sì ed è Mkhitaryan che è stato sincero e ha apertamente ammesso che la squadra si crede così più forte dell’avversaria da pensare di poter vincere per inerzia. In molte partite “minori” in effetti accade, l’Inter vince per manifesta superiorità (di gioco, oltre che di giocatori), ma non può succedere anche nelle partite “maggiori”.

I numeri ne sono conferma: solo 12 punti sui 27 disponibili contro le prime sette in classifica, frutto di tre vittorie contro Atalanta, Lazio e Fiorentina, tre pareggi con Napoli, Juventus e Milan e altrettanti ko con Milan, Fiorentina e Juventus. In queste gare il divario è minimo e la prestazione è necessaria. L’Inter non la fa, non del tutto e, durante la partita, nemmeno se ne rende conto. Si meraviglia che la sua superiorità non generi goleade e finisce per innervosirsi, allungarsi e concedere il fianco. Quando in apertura si scriveva che l’Inter deve affrontare soprattutto se stessa, si intendeva anche in senso allargato. Una parte dei suoi stessi tifosi è melodrammatica e trasforma ogni sconfitta in una catastrofe. O, peggio, ne approfitta per sparare critiche alla società, alla dirigenza, a Inzaghi, ai giocatori. Ci vuole equilibrio. L’Inter ce l’ha ed è il vero motivo per cui può ancora pensare di vincere uno, due o tre trofei".

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