Soldi grazie alla curva Sud? No, solo con affari illeciti, tra cui lo spaccio di droga. A sostenerlo è Luca Lucci, leader del cuore caldo del tifo rossonero, già agli arresti e ora imputato nel maxi processo alle curve di Inter e Milan, che ha portato agli arresti di diversi ultras a settembre. Ecco quanto ricostruito oggi dalla Gazzetta dello Sport sulla situazione.


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Lucci: “Mai soldi con la Curva, ma con droga e reati”. E Ingroia: “Mano leggera su Beretta”
«Non ho mai fatto soldi con la curva - ha spiegato Lucci al gup Rossana Mongiardo, rispondendo alle domande del suo avvocato Alessandro Diddi -. Il fondo cassa della Sud è sempre stato gestito in modo trasparente, con la società e i dirigenti ho sempre avuto buoni rapporti e all’epoca andavo anche a casa di Berlusconi a parlare di calcio, così come con Galliani». E poi: «Spesso il tifo è di destra, ma io invece sono di sinistra. La tessera del tifoso? Sono sempre stato favorevole». Lucci ha scelto il rito abbreviato e l’interrogatorio, che vede al centro anche l’accusa di tentato omicidio ai danni dell’ultrà rossonero Enzo Anghinelli, riprenderà il 15 aprile, sempre a porte chiuse.
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Ieri è stato interrogato pure Francesco Intagliata, uno degli ultras interisti arrestati nella stessa inchiesta per associazione per delinquere con l’aggravante mafiosa. Importante specificare come l’aggravante mafiosa sia contestata alla curva Nord nerazzurra, ma non ai “cugini” rossoneri della Sud. I due club milanesi, come la Lega Serie A, lo stesso Anghinelli e la moglie di Antonio Bellocco, ucciso dal capo ultrà nerazzurro - oggi collaboratore di giustizia - Andrea Beretta, si sono costituiti parte civile nel processo. Per l’ex pm antimafia Antonio Ingroia, ora avvocato (assiste la moglie di Bellocco) la Procura «ha usato la mano leggera nei confronti di Beretta», a cui invece «andrebbero contestate le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti e della crudeltà, che sono da ergastolo». Beretta, come una quindicina di ultras (Lucci compreso), ha potuto scegliere il rito abbreviato", si legge.
(Fonte: La Gazzetta dello Sport)
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