Vittoria importantissima dell'Inter che tiene il Napoli a tre punti. I nerazzurri dominano l'Udinese ma poi si rilassano troppo. Ed è lì che subentra la paura, ad allontanarla ci ha pensato Sommer. Inoperoso nella prima parte di gara, decisivo nella seconda.


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Sommer ricorda perché è titolare dell’Inter. In ufficio per un’ora, poi si sporca le mani
"Dice Yann Sommer che sa come dev’essere un portiere all’Inter, e che la cosa gli piace tanto. E come dev’essere un portiere da queste parti, ieri lo svizzero lo ha ricordato un paio di volte ai 72 mila di San Siro. Minuto 74, volo sul colpo di testa di Lucca; minuto 92, altro guizzo da cinema su Solet che piomba su una palla velenosa a botta sicura da pochi passi. Eccola qui, l’essenza del mestiere da numero uno nerazzurro. Te ne stai in ufficio per più di un’ora mentre i tuoi compagni travolgono tutto e tutti dalla parte opposta del campo, ma quando c’è da sporcarsi le mani sei lì in prima fila. E quelle mani sono capaci di tutto: le due parate di ieri hanno tutta l’aria di poter pesare parecchio sulla corsa scudetto", sottolinea La Gazzetta dello Sport.
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"Lo hanno capito i tifosi, che all’uno-due di Sommer hanno esultato come ai gol di Arnautovic e Frattesi, e lo sanno bene ovviamente i compagni di Yann. A fine gara, il ritorno dello svizzero dalla porta verso il cerchio di centrocampo somigliava a un pasillo de honor . Tutti a dargli il cinque e ad abbracciarlo, con capitan Lautaro in prima fila".
A proposito di resistenza, quella di Sommer è stata messa alla prova dalle scelte dell’Inter di questa estate. Mentre Yann festeggiava uno scudetto storico, la società lavorava per il futuro, affiancandogli Josep Martinez, un vice con licenza di sorpasso (e pagato 15 milioni tra cartellino e bonus). Uno scenario, quello di un avvicendamento tra i pali, piuttosto verosimile, un po’ perché nella logica delle cose e un po’ perché non sarebbe stata la prima volta nella storia dell’Inter, che di sorpassi non annunciati è piena, da Julio Cesar su Toldo a Onana su Handanovic. Invece no, nessuna rivoluzione: Inzaghi ha chiarito da subito che il titolare sarebbe rimasto Sommer e lo svizzero lo ha ripagato con la solita, grande affidabilità. Di più, ha bruciato le tappe dopo la frattura del pollice che lo aveva fermato sul più bello. Martinez lo ha sostituito, raccogliendo applausi, per cinque partite, comprese quelle delicatissime di Napoli e Rotterdam, poi Yann si è ripreso il posto e ha sfoggiato parate decisive: a Bergamo su Pasalic, ieri su Lucca e Solet. I sorpassi allora possono aspettare, Sommer vive il momento e lo vive alla grande", aggiunge il quotidiano.
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