Inter impegnata su più fronti, Inzaghi deve per forza ruotare le forze e usare tutta la rosa a disposizione. Il tecnico lo sta facendo alla grande e spera di recuperare il prima possibile gli esterni out per completare le rotazioni.


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Inter, turnover aumentato: gestione perfetta di Inzaghi. Lautaro no stop, poi Bastoni e Barella
"Dopo 38 partite spalmate tra Serie A, Champions e Coppa Italia, Lautaro è il re degli spremuti in casa Inter — 2.605 minuti in campo, solo Sommer lo precede a quota 3.150 ma è un portiere... — e il bello è che il Toro ha tutta l’aria di chi ha ancora grandissimo appetito. Tra questa stagione e quella passata ci sono una dozzina di gol di differenza in campionato, vero, ma il ritmo sotto rete va a braccetto con la condizione: l’argentino che ha iniziato il 2025 marchiando quasi ogni avversaria che si trovava di fronte promette bene", sottolinea La Gazzetta dello Sport.
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"Nel giro di quattro giorni Simone e i suoi si sono regalati un faccia a faccia col Napoli da primi in classifica e freschi di sorpasso, una doppia semifinale di Coppa Italia con il Milan, mentre in Champions si erano portati avanti col lavoro già a gennaio. Ecco, se l’Inter sente di essere in linea con i tempi che si era data in estate, è perché la gestione a risparmio energetico portata avanti dal suo allenatore funziona alla grande. I più utilizzati da Inzaghi hanno giocato più o meno le stesse porzioni di minuti degli stacanovisti di Conte, con una differenza sostanziale, l’Inter corre in tre competizioni (e ha giocato la Supercoppa) mentre il Napoli si dedica solo al campionato".
"Con Lautaro, in cima ai più impiegati, ci sono i soliti noti Bastoni, Barella e Mkhitaryan, sul podio dei giocatori di movimento con più minuti anche nel 2023-24 dopo lo stesso numero di gare giocate: la gestione dei fedelissimi ricalca quella della stagione scudetto. Ad essere cambiato, piuttosto, è l’impiego di tutti gli altri: oggi nella top 11 dei più presenti troviamo De Vrij e Bisseck, passati dallo status di riserve a quello di titolari aggiunti, e in generale il dosaggio delle forze è più omogeneo di quanto non lo fosse un anno fa. In alcuni casi anche per gli infortuni che hanno fatto vittime illustri, vedi Acerbi e Calhanoglu: oggi però entrambi sono due assi da calare nella sfida scudetto del Maradona grazie anche a un rientro ben amministrato, senza ansie da tutto e subito. Benedetta rosa profonda e benedetto turnover, allora", chiude Gazzetta.
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