"Uno stadio sempre più per ricchi e sempre meno per le persone comuni". Lo definisce così Tuttosport, nella sua edizione odierna, quello che sarà il nuovo stadio di Milano, che verrà condiviso da Inter e Milan come nuovo San Siro. Ecco i dettagli e le anomalie di questo nuovo impianto secondo il quotidiano: "Paolo Scaroni, presidente rossonero, ha confermato di recente i numeri dell’impianto che verrà - se tutto va bene nel 2030 -, con circa 71mila posti complessivi, dei quali i club vorrebbero riservarne più o meno 9mila a clienti “premium”. Terminologia non casuale: clienti, non tifosi. Il target è quello delle aziende, di chi allo stadio va un po’ per passione e molto perché rappresenta il nuovo salotto in cui incontrarsi, accogliere ospiti, gettare le basi di un affare tra un gol di Lautaro e un dribbling di Leao. Agli altri settori rimarrebbero circa 62mila seggiolini: molto sotto la media attuale del Meazza. È la nuova frontiera del pallone, sempre più business e sempre meno religione laica.


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Tuttosport: “San Siro bis sarà stadio per ricchi: 9mila posti VIP, per i tifosi rimarranno…”
Legittima, forse necessaria se lo stadio deve essere un motore economico per i club: prevedere un 10% di posti “hospitality” è la norma all’estero, anche per questo in Italia i ricavi sono lontanissimi da quelli europei. Oggi il singolo spettatore porta in media nelle casse di Inter e Milan un terzo di quanto accada a Madrid o Parigi, meno della metà rispetto a Barcellona o Londra. È un gap che mina la competitività: non potendosi rincarare a dismisura i prezzi dei biglietti - già in linea con le medie europee, ed è un paradosso -, si sottrae qualche posto agli spettatori “normali” per destinarlo ai “Vip”. In questo trionfo di virgolette e anglicismi, tutta l’impersonalità delle multinazionali a cui guardano le due società milanesi.
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Con un dettaglio non secondario, perché lo stadio continuerà a essere unico per Inter e Milan: la motivazione è tutta economica. Il fascino di rimanere a San Siro e le esigenze comuni c’entrano in realtà poco: così si risparmia. Allo stesso modo, però, rimarranno anche alcuni dei problemi attuali, su tutti quelli del campo: l’erba del Meazza è stremata, più dei giocatori, dal numero insostenibile di partite che si giocano. E il manto è una di quelle cose che le Tv, o gli spettatori pronti a spendere fior fior di quattrini, valutano. L’eccezione tutta milanese resterà e pesa nella sostanza ma pure nella forma: nessun grande club europeo divide il proprio impianto con un’altra società.
Lo stadio sempre più per ricchi si farà, come al solito, all’italiana. La procura di Milano (dopo la segnalazione fatta da fondazione jdentità bianconera) ha intanto aperto un fascicolo di indagine - senza ipotesi di reato né indagati - sulla vendita di San Siro, per verificare eventuali danni erariali. Le cifre sarebbero intorno ai 124 milioni di euro per l’area più 72,98 milioni per l’impianto, ma con uno sconto di 80 milioni a carico del Comune per la rimozione delle macerie e le bonifiche. Un problema in più, visto che le pratiche devono tutte andare a dama entro il 10 novembre, quando scatterà il vincolo sul 2° anello".
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