Per Igor Tudor è arrivato anche il momento della conferenza stampa di presentazione. Il croato, tornato alla Juventus per sostituire Thiago Motta sulla panchina, dopo l'esperienza da giocatore di diversi anni fa, ha già lavorato con la squadra in questi giorni, prima del consueto appuntamento con i giornalisti. Queste alcune delle sue dichiarazioni in attesa di esordire in campionato contro il Genoa:


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Juventus, Tudor si presenta: “Voglio raggiungere l’obiettivo, zero scuse. Il contratto…”
"Darò tutto il mio per fare un lavoro giusto, che va fatto. Emozioni ci sono, chiaramente, tutti vorrebbero allenare la Juve. Quella roba c'è. Soprattutto c'è voglia di fare il lavoro, di fare bene, di raggiungere l'obiettivo e sappiamo tutti qual è. Credo tanto in questa squadra, ha giocatori forti, c'è stato poco tempo di lavorare. Tutti sono arrivati ieri, primo allenamento. Non ci sono scuse. Mai cercate nella mia vita, cerco sfide, le scuse, le responsabilità. Ecco partiamo così".
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"Vlahovic? Dusan ha fatto un bel gesto. Si tratta di un giocatore fortissimo e sono felice di allenarlo. Già in passato ho parlato di lui, è così. Sono fatti, non parole. Giocatore che ha tutte le doti che deve avere un giocatore di prima classe. Sa fare gol, capisce, è intelligente, motivatore, viene da un momento così. Abbiamo parlato, abbiamo scambiato opinioni. Vuole lavorare. Abbiamo lui e Kolo che sono giocatori forti. Possono giocare insieme? Si possono giocare insieme, uno o l'altro, si può fare tutto. Importante avere giocatori forti, sennò un allenatore non può fare niente. E' stimolante. Sapete che ci vuole tutto, quando c'è gioventù è una cosa bella.
Vengo, contratto o non contratto, se sento che è giusto proseguo, se non è giusto vado a casa. Questa situazione qua è successa, ma non c'entra niente. Si vive il presente, anche questo lavoro qua. Avere 10 anni di contratto cambia poco. Vorrei avere un contratto di 10 anni, ma faccio comunque il mio lavoro. Sabato c'è la gara, ci motiviamo, questa è la vita da allenatore. Non possiamo controllare quello che c'è in futuro. Oggi vivo l'allenamento di oggi, devo parlare coi giocatori, questa è la vita dell'allenatore".
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