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"Anche Dzeko fa festa e si coccola il trofeo. Tre settimane fa era lui l’uomo copertina, con il gol al volo che ha spaccato subito l’andata del derby di Champions e ha fatto dimenticare un digiuno lunghissimo del bosniaco. Dopo l’erroraccio di mercoledì davanti a Terracciano, quando l’Inter era ancora in svantaggio, e dopo anche la prestazione complessiva, le sue quotazioni sono in ribasso rispetto al compagno che scalpita, segna e fa segnare, puntando anche al rinnovo del prestito dal Chelsea. Anche il nervosismo mostrato dopo la sostituzione arrivata al 60’ è indicativo: Dzeko sente il fiato di Lukaku sul collo, ma sa che in tutte le grandi notti del 2023 è partito lui titolare".
"Inzaghi ha plasmato la sua Inter di titolari e riservisti. E la gerarchia, rafforzata dal turnover scientifico nel finale di questa stagione folle, sembra reggere. Il copione non è solo legato al fatto che Inzaghi dà fiducia più volentieri agli stessi uomini che lo hanno condotto fino a una finale così importante e insperata. Ma segue una linea strategica precisa, che fin qui ha funzionato".
"Oltre a gestire l’aspetto emotivo e motivazionale, Inzaghi però manterrà il dubbio fino alla fine. Non è detto che possa studiare una strategia diversa, considerata la montagna da scalare che ha davanti: per spezzare il possesso del City e ripartire in verticale potrebbe anche scegliere subito Lukaku. Altrimenti ripartirà con Dzeko, cercando di uscire dalla pressione, tenendo di più il pallone. Con un Lautaro così ogni decisione è più facile".
(Corriere della Sera)
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