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Lippi: “Stravedo per Sensi e Barella. C’è una grossa differenza tra me e Conte all’Inter”

L'ex tecnico di Inter e Juve ha parlato della grande sfida del Meazza di domenica sera

Andrea Della Sala

Domenica sera la grande sfida tra Inter e Juve. Il derby d'Italia a San Siro tra la squadra di Conte e quella di Sarri. Sulle pagine di Tuttosport ne ha parlato l'ex tecnico di entrambe le formazioni Marcello Lippi: «E’ uno scontro diretto, ma arriva molto presto e quindi penso che in tutti i casi non sarà decisivo. Sarà lotta a tre Juve-Inter-Napoli fino alla fine per lo scudetto».

Però?

«Certo che per l’Inter, che non era così competitiva da anni, vincere e portarsi a più 5 sulla Juventus sarebbe una iniezione di fiducia incredibile».

Sensazioni?

«Queste grandi partite sono impronosticabili, mi aspetto equilibrio».

Un mossa che farebbe se domenica si trovasse al posto di Sarri e Conte?

«Non è una serata da invenzioni! Le squadre più piccole possono studiare degli accorgimenti quando affrontano le big. Ma due top club come Juventus e Inter devono semplicemente esprimersi al massimo. I bianconeri, comunque scenderanno in campo, saranno super competitivi vista la rosa di estrema qualità. E la sconfitta di Barcellona non avrà ripercussioni negative sui nerazzurri, anche perché per lunghi tratti hanno disputato una gran partita al Camp Nou».

L’Inter è una squadra di Conte: c’è un motivo particolare?

«Antonio è molto bravo e veloce ad entrare nella testa delle persone con cui lavora. È stato così anche al Chelsea, in Nazionale e alla Juventus. Assieme ai dirigenti dell’Inter ha costruito una squadra con un’unità d’intenti importante. È un aspetto fondamentale».

Conte all’Inter ha reso il campionato interessante come non si vedeva da tempo. I tifosi juventini negli ultimi giorni quasi si sono scordati del Bayer Leverkusen. Questa minore attesa per la Champions può diventare l’arma in più in Europa per la squadra di Sarri?

«La priorità del mondo Juve è sempre stata quella di primeggiare prima di tutto in Italia, poi le sconfitte nelle finali europee hanno trasformato la Champions in una sorta di ossessione negli ultimi anni. La filosofia del club è e sarà sempre la stessa: provare a vincere tutto, senza fare scelte come invece si fa altrove. E’ l’unico modo per trionfare. I bianconeri partono nel gruppetto delle favorite anche in Champions: in prima fila metto pure Liverpool, City, Barcellona e Bayern, che sembra tornato al top. E occhio al Real Madrid: ora è un po’ in difficoltà, poi magari ricomincia a giocare e arriva in fondo».

Lei conosce benissimo Conte, suo capitano alla Juventus: domenica sera patirà il confronto con la sua ex squadra?

«Quando ero all’Inter e ho sfidato la Juve dopo i tanti successi in bianconero, all’entrata in campo anche io ho provato sensazioni particolari. Poi, però, inizia la partita e sei concentrato solo su quella. Sarà così anche per Antonio. La differenza tra le nostre due esperienze, è che io passai direttamente dalla Juve all’Inter, mentre Antonio è arrivato a Milano dopo un percorso».

Le fa effetto vedere più titolari italiani nell’Inter che nella Juventus o è la conseguenza della crescita esponenziale dei bianconeri?

«La Juventus ha avuto una ossatura italiana per molti anni e semplicemente quest’anno ha più stranieri in campo. All’Inter vanno fatti i complimenti, sono stati bravi e intelligenti: stravedo per Sensi e Barella».

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