Un’incredibile storia di amicizia e speranza arriva dalla provincia di Treviso, raccontata dal Corriere del Veneto. Protagonisti sono Gianni Pasquali, ospite della casa di riposo 'Gris' di Mogliano Veneto, e Danilo D’Antonio, giovane operatore della struttura. Gianni, un ex barista ricoverato dopo un ictus, non ne voleva sapere di fisioterapia e riabilitazione; la sua svolta è iniziata quando Danilo, anche lui tifoso interista, lo ha accompagnato a bordo campo allo stadio Penzo in occasione di Venezia–Inter.


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Solo due domeniche fa, seduto a fianco della panchina della sua squadra del cuore, Gianni ha vissuto una giornata speciale. Sedicesimo minuto, gol dell’Inter che decide la partita, e per lui è stato come risvegliarsi da un lungo sonno. A rendere possibile tutto ciò, la generosità del giovane calciatore del Venezia, Gaetano Oristanio: è stato lui a procurare due biglietti con tanto di pass esclusivo per la partita, oltre a organizzare il trasporto.
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Secondo il racconto di Danilo D’Antonio, il legame con Gianni è nato giorno dopo giorno, partendo da una comune passione: "Entrambi tifiamo Inter, così ho cominciato a coinvolgerlo portandogli il tablet per vedere le partite. Pian piano è tornato ad aprirsi, fino ad accettare la fisioterapia". Nel tempo, Gianni ha ritrovato la motivazione per uscire dalla carrozzina e partecipare alle attività di gruppo, riprendendosi fisicamente e moralmente.
A dar vita al sogno nerazzurro è stata una serie di contatti fra Mogliano, Salerno e Venezia. Danilo, che da ragazzo aveva giocato in alcune squadre campane, sapeva che un ex dirigente sportivo era amico del padre di Oristanio. Così ha chiesto di regalare un momento unico a Gianni. La risposta non si è fatta attendere: i due tifosi interisti hanno avuto la possibilità di vedere la partita da una postazione privilegiata e vicinissima ai loro beniamini.
"Siamo lieti di vedere nascere iniziative così belle nella nostra Rsa – ha dichiarato Giorgio Pavan, direttore del Gris – perché dimostrano la volontà comune di mettere la persona al centro, con i suoi desideri e le sue passioni". Una testimonianza di come il calcio, quando incontra la sensibilità di chi assiste ogni giorno gli ospiti di una casa di riposo, possa davvero aiutare qualcuno a rialzarsi e ricominciare a vivere.
(Fonte: Corriere del Veneto)
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