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Ora resta l’ultimo passetto: conquistare il primo posto staccando la Real Sociedad che al momento ha gli stessi punti ma deve venire nell’ultima gara del girone a San Siro. La vittoria dell’Inter conferma l’andamento di questa fase della stagione: compattezza, solidità, maturità. Lo ripetiamo da tempo ma vale la pena insistere: la finale di Champions ha dato alla squadra una convinzione nei propri mezzi che prima mancava. Questo dimostra che perdere è sempre una delusione ma dipende come.
Si può discutere su quanto sia europeo il gioco dei nerazzurri, sicuramente l’atteggiamento è da grande squadra europea. Onestà intellettuale vuole si ricordi che il girone non era certo impossibile, ma l’Inter ha fatto sempre il suo. Anche ieri pochissimi pericoli e un altro clean sheet che si aggiunge a quelli in campionato. Certo, si nota la differenza tra alcuni titolari e delle buone seconde linee. Fare a meno di Lautaro, Dimarco e Barella tutti insieme è dura. Ma lo sarebbe per ogni squadra se uscissero tre pedine fondamentali. Né si può pretendere, anche per la situazione finanziaria dei nostri club, nessuno escluso, di poter avere 24 giocatori uguali. Non si hanno due Lautaro in squadra, uno in campo e uno in panchina pronto a sostituirlo.
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