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È alto 183 centimetri, non moltissimo per un portiere. Come compensa?
«Ha un grande timing, un’ottima elasticità e una super esplosività. Riesce a capire prima l’azione, è un ragazzo molto intelligente, sopperisce quindi con le sue caratteristiche e con i suoi punti di forza».
Sarà il nuovo titolare dell’Inter.
«I nerazzurri hanno bisogno di giocatori così, ma soprattutto di uomini come lui. Parliamo di un portiere capace e pure di un calciatore atipico. Mi spiego meglio: in ritiro si portava la chitarra per fare gruppo. È pure un grande amante della cucina, tanto da avere un blog, molto seguito, sul tema. È un personaggio particolare, ma in senso positivo».
Le ha mai chiesto una ricetta?
«No, ma solo perché noi avevamo ovviamente uno chef professionista, avrà chiesto a lui (ride, ndr)».
Si ricorda che cosa cantasse?
«Soprattutto Bruce Springsteen».
Voi puntaste con decisione su Sommer. Era il vostro 1.
«Sì, lo facemmo sentire fin da subito importante. E gli affidammo la titolarità della porta con decisione. Zero dubbi su Yann. Avevamo tre portieri fortissimi: Burki del Borussia Dortmund, Benaglio, che però fece subito un passo indietro e per l’appunto Sommer. Vedrete che, oltre alle abilità tra i pali, porterà anche tanta esperienza internazionale all’Inter, il che chiaramente è un altro plus non di poco conto».Cosa ne pensa dell’Inter di quest’anno?
«Spero che possa essere la stagione giusta per vincere il campionato. A me piace molto Simone Inzaghi. Ha accanto a lui Riccardo Ferri, un uomo straordinario che può aiutare il tecnico e anche la società. Poi mi fido di Marotta. Seconda stella? Ci siamo andati vicini al primo anno con Inzaghi, mentre solo poche settimane fa abbiamo disputato la finale di Champions League a Istanbul. Penso che ora si possa sperare nella ciliegina sulla torta, con una vittoria prestigiosa in ambito nazionale. O, perché no, internazionale».
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