È cominciato questa mattina uno dei processi nati dall'inchiesta Doppia Curva. Tre tifosi hanno scelto il rito ordinario e compaiono questa mattina davanti ai giudici. Si tratta di tre ultrà rossoneri: Christian Rosiello, già bodyguard di Fedez (rapper non coinvolto in questo procedimento); Riccardo Bonissi e Francesco Lucci, fratello dell'ex capo della Sud rossonera. E come da previsioni, il Milan si costituisce parte civile. Lo fa anche la Lega di seria A perché, si legge nell'atto di costituzione, gli imputati "hanno approfittato del bacino del tifo calcistico, per perseguire e coltivare lo scellerato obiettivo di commettere (non isolati) atti di violenza". Così il quotidiano La Repubblica ha parlato della prima udienza di uno dei processi scaturiti dall'indagine sulle curve di Milan e Inter. Il pm e l'avvocato degli imputati hanno chiesto di non autorizzare riprese video e fotografiche. Gli imputati sono arrivati scortati dalla penitenziaria.


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Inchiesta ultras, primo processo: si parte dalla Curva Sud

Le accuse
—Repubblica riporta anche le parole del legale del Milan, Enrico Castiglione: «Le persone che partecipano ad un evento in uno stadio vogliono viverlo in sicurezza e tutto ciò che rappresenta violenza è un danno diretto e indiretto alla società, ci sono fatti specifici contro cui ci costituiamo per ribadire il valore della legalità». Anche la Serie A è parte civile nel procedimento per danni di immagine e un clima che porta alla diffusione di paura tra i tifosi.
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L'accusa sul tavolo è quella ipotizzata dai pm Paolo Storari e Sara Ombra: associazione per delinquere finalizzata ad una serie di episodi di estorsioni e "aggressioni", tra cui anche quella ai danni del personal trainer dei vip Cristiano Iovino che era stato pestato dopo una rissa in discoteca con Fedez.
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