Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, direttore del quotidiano, ha commentato così l'eliminazione dalla Champions League da parte del Milan: "Non si può uscire dalla Champions ai playoff con un Feyenoord debole e rabberciato al quale hai appena portato via Gimenez e che per sostituirlo ha dovuto mandare in campo il diciottenne Redmond che di nome fa Zepiqueno: immagino che i genitori siano fan di Guè Pequeno, quello di Gelosa, Brivido e Come un tuono (...). Non si può perdere una sfida importantissima e ultimativa nella quale sei tre volte superiore, e oltretutto per un solo tiro in porta (di Carranza) in novantacinque minuti. Non si può insistere su Theo Hernandez già ammonito, ben sapendo che ha il giallo incorporato.


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Zazzaroni: “Marchegiani bravo e serio, ma che dispiacere quando non ha ammesso che Theo…”
Non si possono sostituire nell’ordine Pulisic, Gimenez, Musah e Reijnders pur di conservare João Felix, tecnica invidiabile ma niente di più: lo dice la sua carriera. Non si può essere fuori da tutto già a metà febbraio dopo due mercati dispendiosi: solo a gennaio il Milan ha regalato 46 milioni agli olandesi, tra Gimenez e bonus qualificazione. Non si può affidare il Milan a un tecnico per soli sei mesi, più opzione: Conceiçao è un professionista serio (altri hanno rifiutato) e il Milan un club di prestigio da rispettare nelle scelte-chiave. Il Milan, già: cos’è oggi il Milan? Per ottenere spiegazioni esaustive mi sono rivolto all’agenzia Stefani, la voce del regime di via Aldo Rossi, zona Fiera: “Oggi è una società ben strutturata e soprattutto democratica. I rapporti tra Ibrahimovic e Conceiçao sono fantastici: mai uno screzio, mai un gesto di disapprovazione dello svedese.
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Anche perché hanno caratteri simili. Zlatan non ripete troppo spesso a Sergio che gli vuole bene ed è confermato soltanto perché, dài e dài - come la moglie alla quale ogni giorno dici ti amo - potrebbe non crederci più. Il presidente Scaroni è attento e competente; l’ad Furlani centrato su obiettivo e metodi. La società non appartiene a Elliott, ma a Cardinale che ieri era in America perché dall’America la partita si vede molto meglio: all’ora di pranzo uno è più fresco, riposato e eccitabile.
Il Milan è peraltro il primo interesse di Gerry che adesso sposterebbe volentieri i miliardi destinati all’acquisto della Paramount sul prossimo mercato del club. La comunicazione del Milan, poi, è all’avanguardia: le critiche sono gradite, i complimenti no, perché al Milan le leccate di culo non piacciono. Al Milan preferiscono i diavoli della polemica ai serafini. Al Milan sono talmente buoni di cuore che se ti devono licenziare non te lo comunicano subito: aspettano che tu faccia la tua bella figura da pirla davanti ai giornalisti (Fonseca) prima di inviarti un piccione viaggiatore rigorosamente rossonero”. PS. Quando Luca Marchegiani, uno bravo e serio, non è riuscito ad ammettere per ben due volte che Hernandez aveva simulato, e di brutto, ho provato dispiacere".
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